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Cos’è la Prelatura Episcopale Autonoma d'Europa



La Prelatura personale è un’istituzione di natura gerarchica.

A capo della Prelatura personale vi è un prelato che, aiutato dai presbiteri e diaconi del clero secolare incardinati nella prelatura, svolge la missione pastorale in favore dei fedeli della prelatura. Possono esserci anche laici che cooperano organicamente nella prelatura, secondo le modalità previste dagli statuti. La caratteristica principale è di non essere legata a un territorio, ma di avere un popolo, anche distribuito in diversi paesi, composto da fedeli che hanno qualcosa in comune (ad esempio: una provenienza nazionale, una vocazione specifica, una professione, una condizione sociale). Al prelato, che deve essere nel nostro caso un vescovo, sono riconosciute alcune prerogative proprie di chi è a capo di una circoscrizione ecclesiastica (come ordinare e incardinare i chierici, erigere una comunità, un seminario o un convento ed, in generale, esercitare il governo pastorale della sua prelatura).

Anche i consacrati possono appartenere a una Prelatura personale, che può comprendere e accogliere al suo interno alcune comunità religiose.

Un fedele laico della nostra Prelatura personale non cessa di appartenere anche alla sua diocesi, anzi sostiene la piena partecipazione dei fedeli laici alla Prelatura, sottolineano che, oltre che per la migliore distribuzione del clero, le prelature personali si possono stabilire per "attuare speciali opere pastorali o missionarie per le diverse regioni o per le diverse categorie sociali". Gli stessi fedeli di una prelatura personale non sono meri soggetti passivi di un’azione pastorale, in quanto fedeli a loro spetta un ruolo attivo nella comunità.

Ognuno all'interno della nostra Prelatura, può vivere il proprio carisma, come dice l'Apostolo Paolo:

“E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune:

a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza;
a un altro, invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio della scienza;
a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito;
a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell’unico Spirito;
a uno il potere dei miracoli;
a un altro il dono della profezia;
a un altro il dono di distinguere gli spiriti;
a un altro le varietà delle lingue;
a un altro infine l’interpretazione delle lingue.
(1 Cor 12,7-l1)




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Associazione Prelatura Episcopale Autonoma d'Europa